Proprio come il Circo Massimo a Roma, l’Ippodromo di Istanbul era il luogo perfetto in cui si aveva un rapporto diretto tra l’imperatore e il popolo. Fatte inizialmente di legno e poi di marmo, la tribuna poteva arrivare ad accogliere fino a 100.000 persone, mentre la pista aveva una lunghezza di 480 metri.
Ai tempi dell’Impero Bizantino, le corse di bighe erano frequenti, soprattutto per determinate la sorte di un imperatore, e vedevano le fazioni politiche dei Verdi e dei Blu competere per il primato.
Durante l’Impero Ottomano, la folla si riuniva nell’Ippodromo in occasione di proteste e rivolte, come avvenne nel 1909, quando i disordini portarono alla caduta di Abdül Hamit e alla promulgazione della Costituzione ottomana.
Attualmente restano poche tracce della magnificenza di questo ippodromo, molte statue e altre opere d’arte andarono perse, soprattutto dopo il saccheggio durante la IV Crociata nel 1204.
Oggi, nella piazza su cui sorgeva l’Ippodromo si possono ancora ammirare testimonianze del suo passato glorioso: l’Obelisco di Teodosio, trasportato a Costantinopoli dall’Egitto nel 390 d.C., la Colonna Serpentina portata da Delfi e la Colonna di Costantino. Inoltre, di notevole importanza è anche la Fontana dell’Imperatore Guglielmo, opera in pietra che il sovrano tedesco donò al sultano Abdul Hamit II nel 1901 in segno di fratellanza.

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