Ayasofya Meydani, Sultanahmet
İstanbul

Come rievoca già il nome in turco, Aya Sofya nacque come chiesa cristiana dedicata alla "Santa Sapienza". La sua costruzione fu voluta da Costantino, ma fu consacrata solo dopo la sua morte nel 360 d.C. Dopo vari incendi, fu ricostruita da Teodosio e poi da Giustiniano, che la fece riedificare ancora più grande ed imponente. La struttura attuale risale a quell’epoca ed è uno degli esempi più interessanti di architettura bizantina.
La chiesa è a pianta quadrata ed è divisa in tre navate da un doppio ordine di arcate.
L’elemento più rilevante è, senza dubbio, l’enorme cupola, affiancata da due semicupole rivestite da mosaici dorati. Al centro della cupola, che è stata il modello per le altre chiese bizantine, inclusa la Basilica di San Marco a Venezia, c’è un grande lampadario che arriva quasi a toccare il suolo.

Per quasi un millennio Santa Sofia fu una chiesa cristiana, fino alla conquista turca nel 1453, quando fu trasformata in moschea. Furono aggiunti i minareti, ancora esistenti, fu tolto l’altare e le immagini sacre e gli splendidi mosaici cristiani alle pareti furono intonacati.

Finalmente nel 1935, il governo della giovane Repubblica di Turchia la convertì in un museo, scegliendo di preservare sia l’architettura e le decorazioni originali bizantine, sia le aggiunte e gli interventi successivi. Per questo motivo la Basilica rappresenta oggi la sintesi di queste due culture così diverse: Islam e Cristianesimo. Il museo di Santa Sofia comprende il tempio e la galleria dei mosaici, al cui interno si possono ammirare i preziosi mosaici bizantini e un gran tetto ottomano con iscrizioni di alcuni versi del Corano.

Guida di Istanbul

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata