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Sevilla

L’Archivio Generale delle Indie costituisce, insieme all’Alcazar e alla Cattedrale, il più importante complesso monumentale di Siviglia, riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Si chiama così perché è la più importante raccolta di documenti originali riguardanti l’Impero Spagnolo e contiene, tra le altre testimonianze, manoscritti di Cristoforo Colombo, di Miguel de Cervantes, autore del celeberrimo "Don Chisciotte", e degli esploratori Francisco Pizarro, conquistatore l’Impero Inca e fondatore di Lima, ed Hernán Cortés, che sconfisse l’Impero Azteco sottomettendolo al dominio spagnolo.

La maggior parte dei documenti non è esposta, in quanto visionabile solo previa concessione di una speciale autorizzazione, ma è l’edificio stesso ad essere di particolare interesse, costruito tra il XVI e il XVII secolo da diversi architetti secondo il progetto generale di Juan de Herrera, l’architetto del Monastero dell’Escorial di Madrid.

Colpisce soprattutto la monumentalità della costruzione, a pianta rettangolare, con quattro torri agli estremi e una facciata molto elaborata. Lunga 208 metri e larga 162, ospita al suo interno circa 2.000 stanze e ben 88 fontane.

In totale, l’Archivio Generale delle Indie contiene 43.000 volumi per più di 80 milioni di pagine attestanti le relazioni con le regioni dell’Impero.

Guida di Siviglia | Edifici storici a Siviglia

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