Ryogoku
Tokyo

Il sumo vanta una storia millenaria e nell’antichità si praticava per celebrare i buoni raccolti. Ancora oggi, i rikishi (lottatori di sumo) portano i capelli come gli antichi guerrieri, indossano una speciale cintura di seta e pesano tra i 100 e i 200 chili.

I lottatori di sumo si affrontano in un dohyo, o ring, di 4,5 metri di diametro. Vince il lottatore che riesce a espellere l’avversario dal cerchio o quando questo si appoggi al pavimento con una parte del corpo diversa dalle piante dei piedi. Anche se sembra facile, ci sono più di 80 modi diversi di vincere.

Nella zona di Ryogoku si può assistere a spettacoli di sumo nello stadio, ma ci sono anche palestre dove poter vedere i combattimenti e ristoranti dove provare la dieta dei lottatori.

Lo stadio di Kokugikan di Tokyo ha una capacità di 10.000 spettatori e al suo interno si celebrano tre dei sei tornei annuali di sumo in Giappone. Se durante il tuo viaggio a Tokyo non si celebra nessun torneo, puoi visitare gli heya, dove i lottatori vivono e si allenano.

Anche se il sumo è lo sport nazionale, esistono altre arti marziali molto popolari in Giappone. Il kendo è l’arte marziale con cui venivano allenati gli antichi samurai. Ken significa spada ma oggi sono realizzate in bambù e i lottatori usano protezioni.

L’aikido è invece un’arte marziale per l’autodifesa in cui si usa la forza dell’avversario per sconfiggerlo e il judo è una delle arti marziali più popolari a livello mondiale, grazie al fatto di far parte delle discipline olimpiche. In questo sport due lottatori competono utilizzando diverse tecniche marziali.

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